Banca Commerciale Italiana
Pratiche diverse, 1942 - 1945
1. "Blocco beni di pertinenza della Casa regnante": circolari BCI, corrispondenza con le filiali BCI, "Spoglio Giornali", promemoria della Segreteria SFI; 1944-1945 (pratica 214).
Con lettera di Giuseppe Steiner (Commissariato per la confisca dei beni dell'ex casa regnante e dei principi dei rami collaterali, Presidenza del Consiglio dei Ministri) ed elenco delle persone a cui sono confiscati i beni ai sensi del decreto del l'8 luglio 1944, n. 452; dispaccio telegrafico di Francesco Maria Barracu (sottosegretario di Stato Repubblica di Salò) relativo al blocco dei beni e dei depositi intestati presso la BCI agli appartenenti alla casa regnante, 16 agosto 1944; copia della sentenza del Tribunale di Roma, 2a Sezione Civile nella causa tra Lucia di Borbone contro il Banco di Roma per "risarcimento danni dei beni di pertinenza della duchessa di Ancona, consegnati dal Banco di Roma al commissario repubblichino", 9 maggio 1945.
2. "Sanzioni contro il fascismo (avocazione dei profitti di regime)": circolari BCI, corrispondenza con Banca d'Italia, Alto Commissariato aggiunto per l'avocazione dei profitti di regime e filiali BCI relativi all'accertamento di conti correnti, depositi, titoli e cassette di sicurezza intestati a singoli nominativi (Filippo Ungaro e famiglia, Nicola Cupolo e famiglia), all'Incf (Istituto Nazionale di Cultura Fascista) e alla Federazione Nazionale Consorzi Trebbiatori; 1944-1945 (pratica 215).
3. "Deposito bauli, valigie, casse, ecc. da inviare in custodia nei locali corazzati del Centro Parma": circolari BCI, promemoria della Segreteria SFI, dell' Organizzazione Esecutiva (firmato Garavaglia) e del Servizio Legale (s.f.), modulistica in bianco e in bozze, normativa relativi al servizio di custodia di bauli, valigie, casse nei locali corazzati del Centro Parma, corrispondenza con le filiali BCI in relazione al servizio; 1942-1945 (pratica 216).
Con "Richiesta da parte del Ministero dell'Educazione Nazionale [della RSI, dislocato a Padova] di ritirare valori custoditi presso il deposito centrale di Parma per conto della Sovrintendenza alle Antichità di Taranto", pratica relativa a oggetti d'oro ("l'oro di Taranto"), collocati in due casse, provenienti dal Museo di Taranto e trasferiti il 2 febbraio 1943 al Centro Contabile di Parma, per ragioni di sicurezza, dall'ispettore della Sovrintendenza Valerio Cianfarani, mai consegnati a Renato Bartoccini (ispettore del Ministero dell'Educazione Nazionale), nonostante le pressioni delle autorità repubblichine, ma restituiti al Museo di Taranto, tramite Cianfarani, il 20 luglio 1945: corrispondenza tra Franzi e Michelangelo Masetto (direttore della filiale BCI di Padova) e tra la Segreteria di SFI, l'Ufficio Legale della Dircomit, la filiale BCI di Parma e il ministro dell'Educazione Nazionale Alberto Biggini, 22 pezzi, dicembre 1944 - luglio 1945, tra cui bozza ms. di Giussani per la lettera della Segreteria di SFI al Ministero dell'Educazione Nazionale, 3 gennaio 1946, e ingiunzione per la consegna immediata degli oggetti d'arte del Ministero alla filiale BCI di Parma, 19 febbraio 1945.