Banca Commerciale Italiana

1-66: Applicazione della legge di guerra, 1938 - 1965

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La prima sottoserie "Applicazione della legge di guerra" riguarda il trattamento dei beni dei cittadini e delle banche appartenenti ai cosiddetti paesi nemici ai sensi della L. n. 1994 del 19 dicembre 1940. La legge prevedeva la denuncia dei beni e dei titoli presenti in conti intestati a nemici ai sensi dell'art. 3 che dovevano essere poi versati dai singoli Istituti alla Banca d'Italia in conto "beni nemici" o trasferiti in "Gestione Istcambi". Per le cassette di sicurezza l'art. 7 della legge e il paragrafo 3 della circ. n. 152200 del 27 febbraio 1941 del Ministero delle Finanze prevedevano l'obbligo della denuncia alle prefetture che ne disponevano il sequestro e la successiva apertura forzata. L'indicazione dei paesi nemici conobbe negli anni successive variazioni e ampliamenti sempre documentati dalle circolari del Servizio Filiali. Le pratiche affrontano prima le tematiche generali come l'accertamento della nazionalità nemica, la definizione dei paesi nemici e il loro successivo ampliamento, l'eventuale applicazione della legge sull'attività delle affiliate estere della BCI (Comitfrance, Sudameris, Hrvatska Banka, Comitegit, Comitellas) e della filiale BCI di Londra, l'applicazione della legge a seguito dell'occupazione da parte dell'Esercito Italiano di territori francesi, jugoslavi e greci. Seguono poi le pratiche relative ai sospesi di guerra e in coda quelle relative ai risarcimenti dei danni di guerra. Dopo questa prima parte generale che comprende 16 faldoni sono conservate le singole schede di denuncia dei privati e delle banche di nazionalità considerata nemica. Le schede, prive di data, sono suddivise in fascicoli intestati alle singole filiali e sono affiancate da elenchi riepilogativi senza gli importi; dimostrano la capillarità nell'applicazione della legge, i sudditi considerati nemici sono spesso emigrati italiani e lo scorrere i nomi e gli indirizzi offre uno spaccato dell'emigrazione italiana. Si tratta nel complesso di 16 faldoni a cui se ne aggiungono altri quattro intestati solo alle banche e uno di denunce ritirate. Seguono poi altri faldoni che presentano le variazioni mensili e bimestrali delle segnalazioni effettuate dalle singole filiali. La prima mole della documentazione riguarda i primi paesi verso cui l'Italia dichiara guerra, separatamente è conservata la documentazione relativa a URSS, Cuba, Guatemala, Panama, Honduras, San Salvador, Haiti, Repubblica Domenicana, Nicaragua, Costarica e poi, ancora separata, quella degli Stati Uniti d'America. In coda alla sottoserie sono invece quei faldoni che riguardano l'applicazione della legge di guerra nei confronti degli ex alleati della Germania e del Giappone con la denuncia dei beni dei cittadini e delle aziende e la loro successiva liquidazione. A completare la ricchezza della documentazione conservata sono presenti anche venti registri che documentano i sequestri delle attività di pertinenza di sudditi considerati nemici, delle banche straniere tra cui con particolare attenzione quelle jugoslave e statunitensi.
Le carte coprono un arco cronologico che va dal 1938 (anno della pubblicazione della Approvazione dei testi della legge di guerra e della legge di neutralità da parte del Consiglio dei Ministri) fino al 1965 con le ultime carte relative all'applicazione della legge di guerra nei confronti dei cittadini e delle proprietà tedesche. La sottoserie è costituita da 66 faldoni.