Banca Commerciale Italiana

AMBRO' de ADAMOCZ Stefano (Istvan), 1926 - 1935

segnatura
faldone 26 
testo dell'inventario
26.1
AMBRO' de ADAMOCZ Stefano e la moglie Gianna - Milano, Genova, New York, Berlino, Bruxelles,Budapest e luoghi di villeggiatura: 123 lettere, 16 biglietti e 2 cartoline; 1926-1930.
N. 48/all.: lettera di Puccio Muratori, dipendente di Romcomit, a Stefano Ambrò, 19 dicembre 1928.
N. 132/all.: copia del biglietto di ringraziamento di Giuseppe Volpi ad Ambrò a seguito della sua visita in Ungheria, 11 luglio 1930.

Stefano Ambrò de Adamocz entra come impiegato presso la Romcomit nel 1925, prestando servizio a Bucarest e a Timisoara.
Nell'ottobre del 1925 viene assunto dalla Banca Commerciale Italiana, presso la Segreteria Estero, dove rimane in qualità di segretario di Ludovico Toeplitz fino al 1926. Tra il 1927 e il 1928 ottiene un anno di aspettativa dalla Comit e inizia a lavorare per una banca d'affari americana, la W.A. Harriman Inc., prima presso gli uffici di Roma e Genova, poi presso l'ufficio di rappresentanza a Berlino, dove rimane fino al dicembre del 1929. Nel 1929, infatti, ottiene, con l'appoggio di Giuseppe Volpi e la buona presentazione di Raffaele Mattioli, il posto di rappresentante a Budapest della CIBE, Compagnie Italo-Belge pour Entreprises d'Electricité et d'Utilité Publique. Fallito il tentativo di penetrazione in Ungheria della Cibe, Ambrò viene assunto presso la Banca Nazionale d'Ungheria in qualità di segretario generale nel novembre 1932. Dopo un primo tentativo di rientrare alla Comit tra il 1933 e il 1935, nel 1939 diventa direttore generale di Bankunit, dove rimane fino al 1944 quando è costretto a dimettersi a causa delle persecuzioni naziste rimanendo, tra l'altro, prigioniero della Gestapo per 6 mesi. Nel 1945 viene assunto come consigliere economico presso la missione americana a Budapest e rientra in Italia alla fine dello stesso anno. Tra il 1946 e il 1949 svolge, de facto, la funzione di 'travelling manager' per la Comit, con diritto di firma regionale in Abruzzo, Marche, Umbria e Lazio. Nel 1949 viene riassunto dalla banca con il medesimo incarico, dopo avere valutato diverse possibilità tra cui le cariche di tesoriere per l'Unesco a Parigi e di direttore generale per la Dalmine. Nell'ottobre 1950 Ambrò diventa rappresentante della Comit in Germania, presso il nuovo ufficio di Francoforte sul Meno, incarico che conserverà fino al pensionamento, avvenuto nel 1967.

26.2
IDEM - Budapest, Bruxelles, Vienna, Parigi, Venezia: 69 lettere, 13 biglietti, 1 cartolina e 17 veline di M.; 1931-1935.
N. 14/all.: resoconto settimanale di Ambrò alla CIBE in qualità di suo rappresentante in Ungheria, 25 luglio 1931, copia datt., 5 ff.
N. 38/all.1-2: lettera di Ambrò a Giulio Blanc, della CIBE, e a Mattioli, 22 e 25 aprile 1932, copie datt.
N. 79/A: nota ms. di Majnoni a Mattioli con annotazione ms. di quest'ultimo riguardo la richiesta di Ambrò di ritornare a lavorare presso la Comit, 28 agosto 1934.