Banca Commerciale Italiana
Fotografie di Antonello Gerbi, 1904 - 1972
segnatura
2 P-GERBI,foto
consistenza
25 cartelle (7000 fotografie circa di cui oltre 6300 negli album)
struttura
3 sottoserie
storia istituzionale e biografia
Esclusi i primi album fotografici della famiglia Gerbi e della moglie Herma (cart. 63), gli altri furono tutti composti da Antonello Gerbi, che nel tempo libero si trasformava in un appassionato fotografo e in un instancabile viaggiatore. Si affidava alle guide Baedeker per impostare gli itinerari dei suoi viaggi, senza tralasciare nessun monumento o luogo sperduto. Probabilmente guidato dalla sua giovanile passione per l'iconografia, fotografava tutto ciò che lo interessava per poi operare una selezione delle immagini più interessanti da inserire negli album.
Gli album più curati sono quelli creati tra il 1930 e il 1938, anno della sua partenza per il Perù. Ricchi di didascalie e descrizioni ironiche che fanno trapelare il lato curioso e allo stesso tempo puntiglioso di Gerbi. Invece non presentano descrizioni le foto del Perù, che in compenso mostrano bellissime immagini fotografate in modo attento e ricercato.
La tecnica fotografica migliora sempre più col tempo grazie all'esperienza di Gerbi, alla qualità sempre più raffinata delle macchine fotografiche e alle pellicole sempre più sensibili. Non sappiamo molto sulle sue macchine fotografiche se non che negli anni Trenta possedeva una Contax Zeiss Ikon, secondo un'indicazione posta sul retro di una stampa fotografica, che venne poi sostituita da una Leica.
Sin dai primi album si scopre lo studio scrupoloso da parte di Gerbi delle inquadrature, delle luci e una selezione dei migliori scatti per creare i propri album, metodologia di lavoro confermata dalla testimonianza dalla moglie Herma. Grazie alla qualità delle sue opere vinse anche un Premio di fotografia in Germania.
Lo sviluppo delle stampe in formati diversi e alcuni esperimenti fotografici, confermano il suo carattere di curioso sperimentatore anche in un'attività che per lui era di divertimento.
Gli album più curati sono quelli creati tra il 1930 e il 1938, anno della sua partenza per il Perù. Ricchi di didascalie e descrizioni ironiche che fanno trapelare il lato curioso e allo stesso tempo puntiglioso di Gerbi. Invece non presentano descrizioni le foto del Perù, che in compenso mostrano bellissime immagini fotografate in modo attento e ricercato.
La tecnica fotografica migliora sempre più col tempo grazie all'esperienza di Gerbi, alla qualità sempre più raffinata delle macchine fotografiche e alle pellicole sempre più sensibili. Non sappiamo molto sulle sue macchine fotografiche se non che negli anni Trenta possedeva una Contax Zeiss Ikon, secondo un'indicazione posta sul retro di una stampa fotografica, che venne poi sostituita da una Leica.
Sin dai primi album si scopre lo studio scrupoloso da parte di Gerbi delle inquadrature, delle luci e una selezione dei migliori scatti per creare i propri album, metodologia di lavoro confermata dalla testimonianza dalla moglie Herma. Grazie alla qualità delle sue opere vinse anche un Premio di fotografia in Germania.
Lo sviluppo delle stampe in formati diversi e alcuni esperimenti fotografici, confermano il suo carattere di curioso sperimentatore anche in un'attività che per lui era di divertimento.
contenuto
Tipologie: Album fotografici con stampe positive in bianco e nero, selezionate dall'autore, spesso corredate da didascalie di Gerbi; fotografie sciolte, cartoline, prove di stampa, diapositive e negativi.
Oggetti: Tra le fotografie di Gerbi si distinguono alcune specifiche tematiche: il paesaggio, i monumenti con particolare attenzione agli stili romanico e gotico, a sculture e bassorilievi e all'iconografia sul peccato originale.
Gerbi era anche un abile ritrattista e fotografò diverse volte la futura moglie Herma, i familiari (soprattutto i fratelli Claudio e Giuliano), collaboratori e amici: vi sono numerosi primi piani di Raffaele Mattioli, Giovanni Malagodi, Benedetto Croce, degli intellettuali dei circoli milanesi e di alcuni altri personaggi di spicco della finanza e della cultura dell'epoca.
Osservava anche agli aspetti sociali della realtà, immortalando persone, volti, abitudini della gente comune, senza compiacimenti estetizzanti, ma solo per documentare il costume di un'epoca.
A Gerbi interessavano anche gli assembramenti umani (la folla anonima, ma non le grandi parate del tempo), mentre rari sono i riferimenti alla vita pubblica; il tema del fascismo viene sfiorato solo in particolari e ironici momenti.
Oggetti: Tra le fotografie di Gerbi si distinguono alcune specifiche tematiche: il paesaggio, i monumenti con particolare attenzione agli stili romanico e gotico, a sculture e bassorilievi e all'iconografia sul peccato originale.
Gerbi era anche un abile ritrattista e fotografò diverse volte la futura moglie Herma, i familiari (soprattutto i fratelli Claudio e Giuliano), collaboratori e amici: vi sono numerosi primi piani di Raffaele Mattioli, Giovanni Malagodi, Benedetto Croce, degli intellettuali dei circoli milanesi e di alcuni altri personaggi di spicco della finanza e della cultura dell'epoca.
Osservava anche agli aspetti sociali della realtà, immortalando persone, volti, abitudini della gente comune, senza compiacimenti estetizzanti, ma solo per documentare il costume di un'epoca.
A Gerbi interessavano anche gli assembramenti umani (la folla anonima, ma non le grandi parate del tempo), mentre rari sono i riferimenti alla vita pubblica; il tema del fascismo viene sfiorato solo in particolari e ironici momenti.
date di versamento
1995/09/06
criteri di ordinamento
Il metodo utilizzato per l'inventariazione degli album fotografici di Gerbi è stato il seguente: si sono separati gli album non numerati da quelli ai quali Gerbi aveva assegnato una sequenza numerica e cronologica. All'interno degli album è stata data una numerazione alle singole fotografie.
Si è proceduto alla descrizione sommaria dei raggruppamenti di immagini all'interno degli album, per sottoperiodi o per viaggi, allo scopo di orientare il lettore. E' di grande aiuto la possibilità di attribuire una data certa almeno per anno alle fotografie, grazie alla loro posizione all'interno degli album.
Esistono anche stampe e provini sciolti (cart. 81-86), prevalentemente del secondo dopoguerra, riordinati in buste ma ancora da descrivere.
Si è proceduto alla descrizione sommaria dei raggruppamenti di immagini all'interno degli album, per sottoperiodi o per viaggi, allo scopo di orientare il lettore. E' di grande aiuto la possibilità di attribuire una data certa almeno per anno alle fotografie, grazie alla loro posizione all'interno degli album.
Esistono anche stampe e provini sciolti (cart. 81-86), prevalentemente del secondo dopoguerra, riordinati in buste ma ancora da descrivere.
strumenti di ricerca
Inventario sommario a cura di Chiara Cavelli (maggio 2006) e Francesca Pino (ottobre 2006)
stato di conservazione
Buono: gli album sono stati restaurati
fonti complementari
Fonti complementari esterne
Fotografie di famiglia con i figli piccoli, rimaste alla famiglia.
bibliografia
Vari cenni sulle tematiche legate alla fotografia sono negli scritti di Gerbi raccolti in "Germania e dintorni (1929-1933)", a cura di Sandro Gerbi, Milano-Napoli, Ricciardi, 1993, come è indicato in "Un filosofo in banca", alle pp. 45 e 165.
Utilizzo delle fotografie di Gerbi dopo l'apertura delle Carte :
Antonio AIMI, "L'Oro del Perù. Gioielli, simboli e leggende di Civiltà scomparse", Milano, Mondadori Electa, 2007.
Utilizzo delle fotografie di Gerbi dopo l'apertura delle Carte :
Antonio AIMI, "L'Oro del Perù. Gioielli, simboli e leggende di Civiltà scomparse", Milano, Mondadori Electa, 2007.