Banca Commerciale Italiana

Liquidazione della Banca Ungaro-Italiana (Bankunit) e accordi con l'Unione Sovietica, 1942 - 1993

segnatura
 4 BANKUNIT
consistenza
5 faldoni
storia istituzionale e biografia

La Banca Ungaro Italiana è stata una partecipazione della BCI dalla sua costituzione, avvenuta a Budapest il 19 aprile 1920, per iniziativa del finanziere italo-austriaco Camillo Castiglioni, dalla fusione tra Credit Institut Ungarischer Holzhändler e Ungarische Landesbank & Agrar Bank. La Comit partecipò con un gruppo di italiani per un totale del 38% delle azioni. In base allo Statuto, la Banca aveva il compito di promuovere gli interessi finanziari, agrari e commerciali del Regno d'Ungheria, anche tramite il capitale italiano, e agevolare le relazioni finanziarie e commerciali fra l'Ungheria e l'Italia.
Nel corso degli anni Venti rapida fu l'espansione territoriale della Banca sotto l'impulso della Comit che divenne l'azionista di maggioranza fino a controllare il 75% delle azioni di Bankunit. In quel periodo l'Ungheria stava attraversando un periodo d'inflazione monetaria, a cui ne seguì uno di inflazione creditizia, dovuta ad una eccessiva disponibilità di crediti esteri. Negli anni Venti, la Banca Ungaro-Italiana aveva concentrato la propria attività nella concessione di crediti agricoli e fondiari ai proprietari terrieri magiari, cedendo cartelle fondiarie alle proprie consorelle americane e britanniche, ricavandone valuta pregiata da prestare agli agricoltori ungheresi. La svalutazione e il crollo dei prezzi agricoli misero in crisi di liquidità la Banca che dal 1931 fu costretta ad una profonda ristrutturazione interna e alla liquidazione di diverse filiali.
Nel 1948 la Banca venne nazionalizzata, come le altre banche balcaniche; le trattative per la sua liquidazione, insieme alle altre affiliate balcaniche della Comit, furono condotte nel 1948 da una Commissione mista italo-russa, di cui Leo Valiani era il rappresentante per la Comit.

contenuto

Situazione di Bankunit durante la seconda guerra mondiale con qualche riferimento ai tentativi di riorganizzazione della banca da parte della Dircomit (con particolare riguardo al Servizio Crediti).
Perdita di contatti con la casa madre dopo l'8 settembre 1943 e soprattutto dopo l'occupazione tedesca dell'Ungheria nel marzo 1944 che portò a forzati cambi nei vertici di Bankunit e alla riduzione della sua attività, dato anche il netto peggioramento della situazione economica del paese. Si ebbe inoltre l'applicazione delle leggi razziali che determinò il licenziamento di ben 61 dipendenti della banca, ulteriore fattore di allentamento della sua attività.
Riferimenti all'occupazione sovietica dal 1945.
Alla fine della guerra ripresa dei contatti fra Bankunit e la Dircomit con richiesta da parte della dirigenza ungherese di intervento per risollevare la situazione della banca, ormai in completo stallo, e diniego della Dircomit.
Liquidazione della Banca Ungaro-Italiana, partita nel 1947 e protrattasi fino agli inizi degli anni Cinquanta; trattative con l'Unione Sovietica tra il 1948-1949 per la definizione dei beni italiani soggetti alla cessione all'Urss in conto riparazioni di guerra con relazioni di Valiani sulle riunioni con i rappresentanti sovietici sulla valutazione di Bankunit; indennizzi del Governo Italiano ai proprietari italiani tra cui i clienti di Bankunit.
Vicende dei funzionari di Bankunit durante la guerra (occupazione dei tedeschi e dopo dei sovietici), e loro successiva sorte dopo fine del conflitto, aiuti da parte della Comit ad alcuni di loro e ai loro parenti fino all'inizio degli anni Novanta.

tipologia
Corrispondenza, relazioni e note, verbali di riunione, bilanci e perizie contabili, ritagli di stampa.
passaggi di proprietà
Segreteria Estero (Canino)
date di versamento
1999
criteri di ordinamento

Il materiale era in molto in disordine, con carte mischiate tra i faldoni che sono state ricondotte nei fascicoli originali. Concluso il riordino,  si è proceduto a inventariare le carte secondo un criterio cronologico. Data l'importanza della documentazione e dei suoi produttori (soprattutto Leo Valiani, ma anche Mattioli, Bombieri e Cuccia), si è scelto di descrivere numerose relazioni e lettere.

materiale perduto
Non riscontrato.
strumenti di ricerca
Inventario semi-analitico a cura di Francesca Gaido (2017)
consultabilità
Libera come da regolamento dell'Archivio Storico
copyright
Intesa Sanpaolo
lingua della documentazione
italiano, ungherese, tedesco
fonti complementari
Documentazione su Bankunit per il periodo 1940-1949: Carte estere di Leo Valiani, cart .3 Carte Mattioli: corrispondenza con Stefano d'Ambrò (cart. 5) Segreteria Estero, cart. 32-35 e 42 Ufficio Finanziario, Segreteria Sicmi, cart. 22
bibliografia

Francesco Guida, Ungheria e Italia dalla fine del primo conflitto mondiale al trattato del Trianon, in: "Storia contemporanea", a. XIX, n. 3, giugno 1988. 
Ivan T. Berend- Gyorg Rànki, Storia economica dell'Ungheria dal 1848 ad oggi, Roma, Editori Riuniti, 1976, pp. 381-418.