Banca Commerciale Italiana
Filiale di New York, 1923 - 1942
si trova in
segnatura
1 FE,NY
consistenza
36 cartelle e 68 registri
struttura
2 sottoserie
storia istituzionale e biografia
La filiale BCI di New York, di cui si veda la tabella cronologica allegata.
A partire dagli ultimi anni del primo conflitto mondiale si intensificarono i rapporti commerciali fra Italia e Nord America. Fu allora che la Banca Commerciale Italiana, anche grazie agli ottimi rapporti instaurati con ditte e banche americane, considerò opportuno istituire una filiale diretta a New York. Già nella primavera del 1917 Lodovico Toeplitz ricevette l'incarico di predisporre l'organico adatto e di dirigere la nuova agenzia, che fu aperta nel giugno del 1918.
Presso la filiale di New York fu creata anche una sezione specifica rivolta a promuovere i rapporti import-export fra i due Paesi, e nei primi anni Trenta l'accettazione posta dalla filiale sulle tratte documentate relative alla esportazione di merci dal Nord America verso l'Europa godeva della stessa considerazione di quella degli altri maggiori istituti bancari europei e americani operanti negli Stati Uniti.
La filiale provvedeva anche all'apertura di crediti commerciali a favore di importatori statunitensi di prodotti tipici italiani (marmi, olii, seta ecc.) e all'incasso degli effetti degli esportatori. Essa consentì alla Banca Commerciale di inserirsi nel mercato statunitense, e costituì un supporto prezioso con riguardo allo svolgimento delle operazioni relative a cambi, swaps, arbitraggi e tesoreria. Era infatti in grado di garantire una disponibilità sufficiente a soddisfare la necessità di dollari statunitensi.
Secondo le disposizioni del Federal Reserve Department, la filiale di New York dovette limitarsi a garantire le tratte commerciali, tralasciando di occuparsi di quelle finanziarie. Inoltre negli Stati Uniti era vietata agli istituti esteri la raccolta di depositi dalla clientela americana; a tale scopo, nel 1924, fu costituita a New York, senza fare ricorso direttamente alle risorse della Banca Commerciale Italiana, una nuova filiazione, la Banca Commerciale Italiana Trust Co. Nel gennaio e nel novembre del 1929 cominciarono ad operare le altre due Banca Commerciale Italiana Trust Co. di Boston e di Filadelfia.
Nel biennio 1938-1939, a causa delle poco brillanti prospettive economiche e del ridotto sviluppo dell'attività commerciale, furono ceduti i pacchetti azionari dei tre istituti, mentre la filiale di New York fu posta sotto sequestro e liquidata dalle autorità statunitensi nel dicembre del 1941.
A partire dagli ultimi anni del primo conflitto mondiale si intensificarono i rapporti commerciali fra Italia e Nord America. Fu allora che la Banca Commerciale Italiana, anche grazie agli ottimi rapporti instaurati con ditte e banche americane, considerò opportuno istituire una filiale diretta a New York. Già nella primavera del 1917 Lodovico Toeplitz ricevette l'incarico di predisporre l'organico adatto e di dirigere la nuova agenzia, che fu aperta nel giugno del 1918.
Presso la filiale di New York fu creata anche una sezione specifica rivolta a promuovere i rapporti import-export fra i due Paesi, e nei primi anni Trenta l'accettazione posta dalla filiale sulle tratte documentate relative alla esportazione di merci dal Nord America verso l'Europa godeva della stessa considerazione di quella degli altri maggiori istituti bancari europei e americani operanti negli Stati Uniti.
La filiale provvedeva anche all'apertura di crediti commerciali a favore di importatori statunitensi di prodotti tipici italiani (marmi, olii, seta ecc.) e all'incasso degli effetti degli esportatori. Essa consentì alla Banca Commerciale di inserirsi nel mercato statunitense, e costituì un supporto prezioso con riguardo allo svolgimento delle operazioni relative a cambi, swaps, arbitraggi e tesoreria. Era infatti in grado di garantire una disponibilità sufficiente a soddisfare la necessità di dollari statunitensi.
Secondo le disposizioni del Federal Reserve Department, la filiale di New York dovette limitarsi a garantire le tratte commerciali, tralasciando di occuparsi di quelle finanziarie. Inoltre negli Stati Uniti era vietata agli istituti esteri la raccolta di depositi dalla clientela americana; a tale scopo, nel 1924, fu costituita a New York, senza fare ricorso direttamente alle risorse della Banca Commerciale Italiana, una nuova filiazione, la Banca Commerciale Italiana Trust Co. Nel gennaio e nel novembre del 1929 cominciarono ad operare le altre due Banca Commerciale Italiana Trust Co. di Boston e di Filadelfia.
Nel biennio 1938-1939, a causa delle poco brillanti prospettive economiche e del ridotto sviluppo dell'attività commerciale, furono ceduti i pacchetti azionari dei tre istituti, mentre la filiale di New York fu posta sotto sequestro e liquidata dalle autorità statunitensi nel dicembre del 1941.
contenuto
La documentazione conservata in questo fondo riguarda l'attività "ordinaria" ed esecutiva della filiale: dai crediti documentari, dalle polizze marittime e dagli effetti cambiari alle condizioni legate alla tenuta del conti e alla emissione di assegni e di travellers' cheques.
I registri contabili, anch'essi legati in prevalenza all'attività operativa quotidiana della filiale, costituiscono la parte più interessante della documentazione.
tipologia
Pratiche e schedari clienti, registri contabili.
passaggi di proprietà
Provenienza: Archivio Centrale di Parma.
date di versamento
1984
criteri di ordinamento
Terminata l'operazione di sfoltimento e di campionatura, le pratiche sono state poste in apertura del fondo; mentre i registri , a motivo del loro formato eccedente le dimensioni standard, sono stati collocati al termine del fondo stesso.
materiale perduto
Tutto l'Archivio di Direzione della filiale.
Nella corrispondenza clienti mancano tutti i fascicoli relativi alla clientela il cui nome inizia con la lettera "R".
valutazione e scarto
Le carte inventariate sono il risultato di due operazioni di sfoltimento: in primo luogo, delle trenta casse inviate in Italia presumibilmente dopo la liquidazione della filiale ne sono pervenute soltanto otto all'Archivio Storico. In secondo luogo, trattandosi di documentazione in gran parte relativa al lavoro ordinario, e di scarsa rilevanza, l'Archivio Storico ha proceduto ad una campionatura qualitativa dei dossier. La serie dei registri è stata, invece, preservata integralmente.
strumenti di ricerca
Inventario a stampa: Servizio Estero e rete estera, Milano, Banca Commerciale Italiana, 1997, pp. 55-60.
consultabilità
Libera, come da regolamento dell'Archivio Storico.
lingua della documentazione
Inglese
stato di conservazione
precario (registri) e molta polvere
fonti complementari
Fonti complementari interne
Per ricostruire i lineamenti della gestione della filiale occorre fare riferimento ai seguenti fondi:
- Verbali del Consiglio di Amministrazione;
- Verbali del Comitato di Direzione;
- Archivi degli Amministratori Delegati, con particolare riferimento alle corrispondenze intrattenute con i direttori della filiale: Guido Pedrazzini, Giovanni Costa, Siro Fusi, Francesco Saroli, Lucio Angeli, Guglielmo Reiss Romoli;
- Copialettere della Segreteria Estero con la filiale di New York (7 dicembre 1935 - 27 aprile 1937), in SE,s, cart. 1, n. 4.
bibliografia
Bruno BOTTIGLIERI, Guglielmo Reiss Romoli, in: Alberto MORTARA (a cura di), I protagonisti dell'intervento pubblico in Italia (1895-1961), Milano, 1984, pp. 501-47, e in particolare pp. 506-12 (sulla filiale BCI di New York).
Roberto Di QUIRICO, Financing Italian growth: Italian banks and the New York financial market during the inter-war period, in "Essays in Economic and Business History", 1998, pp. 53-73.
Michele D'ALESSANDRO, "L'organizzazione delle reti estere. Comit e Credit nei centri finanziari internazionali (1910-1935)", in "Archivi e Imprese", n. 18, luglio-dicembre 1998, pp. 245-89.
Id. "Gestire le reti estere. Comit e Credit nei centri finanziari internazionali (1900-1940)", in "Annali di storia dell'impresa", n. 12, 2001, pp. 35-69.
Roberto Di QUIRICO, Financing Italian growth: Italian banks and the New York financial market during the inter-war period, in "Essays in Economic and Business History", 1998, pp. 53-73.
Michele D'ALESSANDRO, "L'organizzazione delle reti estere. Comit e Credit nei centri finanziari internazionali (1910-1935)", in "Archivi e Imprese", n. 18, luglio-dicembre 1998, pp. 245-89.
Id. "Gestire le reti estere. Comit e Credit nei centri finanziari internazionali (1900-1940)", in "Annali di storia dell'impresa", n. 12, 2001, pp. 35-69.