Banca Commerciale Italiana
Dirigenti: Carte di Carlo Bombieri, 1945 - 1974
Carlo Bombieri nacque il 23 gennaio 1910 a Ostrava, città mineraria e capoluogo della Moravia-Slesia, regione dell'attuale Repubblica Ceca, da Francesco, ingegnere elettromeccanico di origine trentina che si trovava lì per lavoro, e da Wanda Grossmann una giovane donna del posto. Nel 1914 padre e figlio si stabilirono a Rovereto e nel 1920 si trasferirono a Roma, dove Carlo frequentò il Liceo Classico Tasso, diplomandosi nel 1927. Si laureò nel 1931 con una tesi di Tecnica bancaria all'Istituto di Scienze Economiche e Commerciali dell'Università di Roma. Dal 1932 Bombieri si stabilì in Nord Africa lavorando prima presso la Banca Italiana di Credito a Tunisi, poi alle filiali di Orano e Algeri della Anglo-Algerian Coaling Company; infine diresse la filiale di Suez dell'agenzia marittima e assicurativa Giulio De Castro & C. Nel marzo 1938, su indicazione di Raffaele Mattioli, amministratore delegato della Banca Commerciale Italiana (Comit), compì un periodo di istruzione presso la filiale di Zurigo della Banca della Svizzera Italiana (Bsi), strategica partecipazione della Comit. Fu assunto alla Banca Commerciale il 1° novembre 1939 e collocato presso l'Ufficio Crediti e Controllo Estero, all'interno del Servizio Estero, e fu promosso vicedirettore addetto nel 1941. Dopo la liberazione di Roma, avvenuta il 4 giugno 1944, Mattioli trasformò la Rappresentanza nella Direzione Centrale della Comit per le zone liberate in cui Bombieri assunse ufficialmente il ruolo di vice di Enrico Cuccia alla gestione nella rete estera, mettendosi in luce in numerose occasioni: dall'autunno del 1944 fino alla metà del 1945 egli fu inviato, in qualità di ispettore, presso le filiali e affiliate estere della Comit in nazioni libere dal controllo tedesco, andando a Istanbul, Atene e Sofia. Nell'estate del 1945 Bombieri si recò a Il Cairo per accelerare la riapertura della partecipata Comit, chiusa dagli inglesi durante la guerra. Negli anni seguenti coordinò a nome della Comit le difficili trattative con i rappresentanti dell'Unione Sovietica per la nazionalizzazione delle partecipazioni e affiliate dell'Europa Centrale.
Stabilitosi definitivamente a Milano l'11 agosto 1945, Bombieri riprese il suo posto in Direzione: nel giro di alcuni anni divenne il capo effettivo del Servizio Estero, soprattutto dopo l'uscita di Cuccia dalla Comit nel 1946 per fondare Mediobanca. La sua rapida ascesa è testimoniata dalle promozioni ottenute una di seguito all'altra in questo periodo: nel 1946 fu nominato direttore addetto, nel 1949 condirettore centrale e nel 1953 direttore centrale. Egli stava diventando infatti uno degli uomini di fiducia di Mattioli, e ciò era evidente sia per il conferimento di importanti missioni all'estero, soprattutto a Zurigo, Parigi e Londra, ma anche negli Stati Uniti, da solo o al seguito di Mattioli. Bombieri fu nominato il 15 aprile 1965 amministratore delegato in sostituzione di Corrado Franzi, prima insieme a Filippo Migliorisi, poi dal 1967 con Francesco Cingano. Sotto la sua guida e anche per merito della sua incessante attività precedente, la Comit pose le basi per una nuova grande espansione all'estero che si verificherà nei due decenni successivi.
Alla fine degli anni Sessanta Bombieri venne identificato dalla stampa nazionale come il successore di Mattioli alla presidenza della Comit. Invece dopo alcuni anni di stallo, nel 1972 il Governo italiano, presieduto da Giulio Andreotti, volle imporre una soluzione politica. Gli preferirono infatti Gaetano Stammati, ragioniere generale dello Stato che fu eletto presidente della Comit il 22 aprile 1972 al posto di Mattioli dimissionario, causando un grande scalpore negli ambienti economico-finanziari. Ritenendo l'autonomia della Comit minacciata dalle interferenze politiche, Bombieri rinunciò gradualmente nel corso del 1972 a qualsiasi responsabilità dirigenziale e si dimise il 30 aprile 1973, sostituito da Antonio Monti. Dopo alcune brevi collaborazioni con Fiat e Montedison, entrò nel gruppo elettro-telefonico Ericsson, presiedendo varie società tra le quali la holding Setemer. Alle attività professionali Bombieri affiancò, a partire dalla metà degli anni Settanta, il ruolo di osservatore critico delle vicende bancarie e finanziarie italiane. Visse i suoi ultimi anni tra la Svizzera e il principato di Monaco, dove morì il 14 dicembre 1995.
La corrispondenza di Bombieri, qui raccolta, è incentrata soprattutto sul suo lavoro quotidiano con le filiali e le partecipazioni estere della Comit e con la finanza internazionale; oltre ai dirigenti della Banca all'estero, tra i suoi referenti principali compaiono infatti numerosi banchieri stranieri, soprattutto statunitensi, dell'Europa Occidentale e sudamericani. In particolare, si è conservato un nucleo di promemoria (faldoni 86-89) stesi tra il 1946 e il 1966 da Bombieri e dai suoi collaboratori, relativi a specifiche tematiche sul panorama internazionale, come la valutazione di un determinato paese in un dato momento, o su particolari affari.
Dal 1965 in poi, con la nomina di Bombieri ad amministratore delegato, aumentano i suoi contatti con il mondo finanziario italiano e con le autorità governative e monetarie nazionali, allargamento di cui si trova pieno riflesso nelle Carte.
Le Carte Bombieri sono state inviate nel dicembre 1973 in 15 casse di legno all'Archivio Centrale del Centro Elettronico di Parma, pochi mesi dopo le sue dimissioni dalla Comit. Le casse furono poi inviate all'Archivio Storico nel 2002, mettendo in sicurezza le Carte, dopo che era stata sventata nel 1997 una richiesta di macero di tutto il fondo da parte del Servizio Organizzazione della Comit.
Le Carte Bombieri erano collocate in faldoni di corrispondenza annuale, ordinata a sua volta alfabeticamente. In base all'esperienza sviluppata con i lavori precedenti, quali l'inventariazione delle Carte Mattioli e delle Carte Brusa, si è deciso di applicare rigorosamente il criterio alfabetico, radunando così in nuovi fascicoli e sottofascicoli tutto il materiale presente per ciascun corrispondente. Questa complessa operazione ha permesso di ricostruire svariati corposi carteggi, come quelli con Ettore Bottoni, Alfred Schaefer e con numerose altre personalità.
Si è deciso inoltre di separare dalle corrispondenze principali e significative quelle minime, costituite da pochi pezzi (faldoni 119-131). La Segreteria di Bombieri, con l'archiviazione annuale, aveva infatti conservato insieme tutte le missive, biglietti e telegrammi in entrata, senza alcuna distinzione. Tutti questi corrispondenti, ordinati alfabeticamente, sono comunque rintracciabili, con ricerca per cognome o per società, attività (quando presente) o anche luogo.
Alla fine del fondo, ai faldoni 132-134, sono stati collocati alcuni incarti intestati a Bombieri, arrivati in ordine sparso dalla Segreteria Estero, prodotti tra il 1971 e il 1974, quindi anche dopo l'uscita di Bombieri dalla Comit.
Scritti di Carlo Bombieri
Autonomia monetaria, edito sulla «Rassegna Italiana Politica Letteraria e Artistica», vol. XLIX, 1939, pp. 19-28.
Voce Credito congelato, in Enciclopedia bancaria, Sperling e Kupfer, Milano, 1942, pp. 553-554.
L'aide aux pays nouveaux, Parigi, Institut d'études bancaires et financières, [1962].
Articoli pubblicati. 1983-1987, Editore DBC S.A., Lugano [1988], edizione ciclostilata fuori commercio.
Alcuni scritti di economia e finanza, introduzione di Umberto Colombo, Roma-Arbizzano, Ericsson SpA - Valdonega, 1997.
Bibliografia essenziale
- Francesca Pino, Raffaele Mattioli. Una biografia intellettuale, Bologna, Il Mulino, 2023, pp. 252, 255, 368-69, 371, 374.
- Carlo Brambilla, La sfida internazionale della Comit, Bologna, il Mulino, 2013.
- Federica Brambilla, Una vocazione internazionale. Le radici di Intesa Sanpaolo nel mondo (1905-2006), Milano, Archivio Storico Intesa Sanpaolo, «Monografie», n. 12, 2017.
- Antonio Confalonieri, Banche miste e grande industria in Italia 1914-1933, Milano, BCI, 1994, vol. I, pp. 507-534.
- Fulvio Coltorti, Leo Valiani, Enrico Cuccia e l'Iran dei primi anni '50, in L'utopia necessaria. Leo Valiani a cento anni dalla nascita, a cura di C. Scibilia, Roma, Gangemi Editore, 2012, pp. 119-126.
- Roberto Di Quirico, Le banche italiane all'estero 1900-1950. Espansione bancaria all'estero e integrazione finanziaria internazionale nell'Italia degli anni tra le due guerre, Fucecchio, European Press Academic Publishing, 2000, pp. 111-126.Sandro Gerbi, Mattioli e Cuccia. Due banchieri del Novecento, Torino, Einaudi, 2011.
- Massimiliano Majnoni, «Sopravvivere alle rovine». Diario privato di un banchiere (Roma 1943-1945), a cura di Marino Viganò, Torino, Nino Aragno Editore, 2013, pp. 21, 44, 92, 98, 210, 237, 248, 261-264, 267, 276, 288, 296, 307, 426.
- Francesca Pino e Francesca Gaido, Carte di Raffaele Mattioli, 1946-1972, Torino, Intesa Sanpaolo, 2014.
- Gianni Toniolo, Cent'anni 1894-1994: la Banca Commerciale e l'economia italiana, Milano, BCI, Archivio Storico - Nardini Editore, 1994, pp. 83-97.