Banca Commerciale Italiana

145-169. Pratiche confisca e sequestro beni (riservato 70 anni), 1938 - 1965

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La sottoserie conserva le pratiche relative alla confisca di beni, titoli e depositi conservati presso la BCI requisiti durante e alla fine della Seconda guerra mondiale per motivazioni differenti. In apertura si conservano tre cartelle che testimoniano l'attività di denuncia, sequestro e successiva restituzione dopo la guerra dei beni dei cittadini ebrei sulla base delle leggi razziali del 1938, in particolare sono presenti due faldoni con tutte le schede in ordine alfabetico dei cittadini ebrei i cui depositi in BCI sono stati denunciati a seguito dell'applicazione delle leggi razziali, la corrispondenza con alcune filiali dell'Italia settentrionale per la descrizione di alcuni casi singoli e la corrispondenza successiva alla fine della guerra con la Prefettura di Milano, il Comando del Governo Militare Alleato e il Credito Fondiario per la gestione delle pratiche per lo sblocco dei beni e la loro riconsegna ai legittimi proprietari.

Dopo questa prima parte dedicata alle persecuzioni ebraiche sono presenti 3 cartelle di argomento generale che conservano la documentazione relativa agli accertamenti per il blocco e alla successiva eventuale riconsegna nell'immediato dopoguerra sia dei beni appartenenti a cittadini ed aziende di nazionalità tedesca (ai sensi dell'art. 309 della Legge di Guerra, R. D. n. 1415 dell'8 luglio 1938), sia a cittadini ed aziende italiane considerate conniventi con l'autorità germanica d'occupazione o i cui proventi siano da riferirsi agli stessi. Nello specifico erano sottoposti a sequestro i conti intestati a società fornitrici di beni tedeschi, di presunta nazionalità tedesca o aventi ricoperto cariche in corporazioni fasciste. All'interno delle organizzazioni si distinguevano da un lato la categoria A a cui appartenevano reparti delle forze armate, enti statali o parastatali, la categoria B riguardante istituzioni del partito fascista e le organizzazioni parastatali di carattere ed origine fascista, la categoria C che interessava le singole persone che avevano ricoperto cariche nel Partito nazionale fascista o nel Partito fascista repubblicano o che avevano la qualifica di squadrista, membro dell'Ovra, sansepolcrista  e altre.
La pratica di sequestro non coincideva naturalmente con una dichiarazione di colpevolezza e la maggioranza dei conti bloccati vennero poi restituiti dopo gli accertamenti ai proprietari, ad esempio tra le pratiche di cittadini tedeschi ve ne sono anche alcune di cittadini di origine ebraica o di cittadini apolidi costretti a fuggire dalla Germania nazista: tra le pratiche relative a fascisti e collaborazionisti si conservano quelle di Alessandro Bongi, comandante di un battaglione della Legione Muti, e di Dusnella Marchi, per un periodo amante di Pietro Koch. Vi sono inoltre numerose pratiche di aziende accusate di aver venduto forniture al Comando Tedesco d'occupazione che spesso dopo l'epurazione dei dirigenti più compromessi vennero integralmente riabilitate. In totale si tratta di 8 cartelle in ordine alfabetico di pratiche di cittadini e aziende italiane e 9 cartelle in ordine alfabetico di pratiche di cittadini e società tedesche con una specifica di banche. 
Per quanto riguarda le forniture al comando tedesco si conserva parte della documentazione relativa alla Roges, la società emanazione della Rohstoff Handelsgesellschaft di Berlino che si stabilì durante la guerra in Foro Bonaparte e si occupò di curare gli acquisti per tutte le forniture necessarie all'esercito occupante.

In coda si conserva infine una cartella con le pratiche di denuncia di alcune banche considerate nemiche durante la Seconda guerra mondiale tra cui Sudameris, Crédit Lyonnais e altre.

consultabilità
Le pratiche sono sottoposte al vincolo della consultazione dopo i 70 anni secondo le norme della legge archivistica.