Banca Commerciale Italiana
Carte di Antonio Rossi, 1939 - 1959
segnatura
3 AR
consistenza
11 cartelle + 1 riservata
storia istituzionale e biografia
Antonio Rossi nacque a Brescia il 16 ottobre 1883, dove il padre lavorava come impiegato di banca. Dopo aver frequentato il liceo classico a Brescia, si laureò in Economia e Commercio all'Università Bocconi di Milano nel luglio 1906. Si trattò della prima tornata di laureati sulla quale la BCI operò una selezione per assumerne i più promettenti. Nell'ottobre dello stesso anno, infatti, Antonio Rossi fu assunto dalla Comit.
Dopo un breve periodo di istruzione presso la filiale di Genova, fu inviato nell'ottobre del 1907 a San Paolo del Brasile presso il Banco Italo-Brasiliano. Nel 1910 passò in organico alla Sudameris, partecipazione fondata dalla Comit e dalla Paribas, e ne divenne in seguito direttore delle filiali brasiliane.
Nel 1928 tornò in Italia e fu reintegrato alla Comit come direttore addetto alla Direzione Centrale, lavorando al Servizio Estero. Fu nominato condirettore centrale il 25 marzo 1933, con la responsabilità del Servizio Controllo e Organizzazione Italia, e direttore centrale il 18 dicembre 1937.
Venne eletto amministratore delegato il 31 marzo 1942 al posto di Alberto D'Agostino, affiancando Mattioli nei difficili anni della guerra; nel 1944-1945 si trovò a dirigere da solo la Comit al Nord, coadiuvato dai membri della Direzione Centrale ancora rimasti a Milano.
Si dimise da amministratore delegato il 31 dicembre 1955, rimanendo consigliere della Comit fino alla morte, avvenuta il 20 ottobre 1963.
Dopo un breve periodo di istruzione presso la filiale di Genova, fu inviato nell'ottobre del 1907 a San Paolo del Brasile presso il Banco Italo-Brasiliano. Nel 1910 passò in organico alla Sudameris, partecipazione fondata dalla Comit e dalla Paribas, e ne divenne in seguito direttore delle filiali brasiliane.
Nel 1928 tornò in Italia e fu reintegrato alla Comit come direttore addetto alla Direzione Centrale, lavorando al Servizio Estero. Fu nominato condirettore centrale il 25 marzo 1933, con la responsabilità del Servizio Controllo e Organizzazione Italia, e direttore centrale il 18 dicembre 1937.
Venne eletto amministratore delegato il 31 marzo 1942 al posto di Alberto D'Agostino, affiancando Mattioli nei difficili anni della guerra; nel 1944-1945 si trovò a dirigere da solo la Comit al Nord, coadiuvato dai membri della Direzione Centrale ancora rimasti a Milano.
Si dimise da amministratore delegato il 31 dicembre 1955, rimanendo consigliere della Comit fino alla morte, avvenuta il 20 ottobre 1963.
contenuto
Tipologie: Fascicoli di corrispondenza con persone con società ed enti diversi.
Oggetti: Corrispondenza di carattere operativo, in prevalenza con direttori di filiali della BCI oppure della Sudameris (Direzione di Parigi e filiali sudamericane), banchieri, autorità finanziarie e governative italiane e tedesche, imprese e clienti, italiani ed esteri.
Vi sono anche alcuni fascicoli di corrispondenza di carattere personale con amici e conoscenti (in parte brasiliani) e pratiche riguardanti le associazioni di ex bocconiani, oppure i suoi figli e parenti.
Le carte assumono una particolare rilevanza durante il periodo bellico, soprattutto dopo l'8 settembre; si veda, in special modo, la corrispondenza con Mattioli (trasferitosi a Roma) e con i rappresentanti delle autorità militari tedesche di occupazione.
Oggetti: Corrispondenza di carattere operativo, in prevalenza con direttori di filiali della BCI oppure della Sudameris (Direzione di Parigi e filiali sudamericane), banchieri, autorità finanziarie e governative italiane e tedesche, imprese e clienti, italiani ed esteri.
Vi sono anche alcuni fascicoli di corrispondenza di carattere personale con amici e conoscenti (in parte brasiliani) e pratiche riguardanti le associazioni di ex bocconiani, oppure i suoi figli e parenti.
Le carte assumono una particolare rilevanza durante il periodo bellico, soprattutto dopo l'8 settembre; si veda, in special modo, la corrispondenza con Mattioli (trasferitosi a Roma) e con i rappresentanti delle autorità militari tedesche di occupazione.
passaggi di proprietà
Provenienza: Ufficio di Presidenza (Emilio Brusa, segretario del Consiglio di Amministrazione)
date di versamento
1968-1973 ca.
criteri di ordinamento
I fascicoli, divisi originariamente in due distinti "svecchiamenti", sono stati ordinati in un'unica serie alfabetica; le pratiche di carattere amministrativo e personale di Antonio Rossi sono state raccolte sotto il suo nome, nella cart. 9, insieme alla sua rubrica di indirizzi proveniente dalle miscellanee di Emilio Brusa.
strumenti di ricerca
Inventario analitico, a cura di Fabio Confalonieri e Guido Montanari (2003).
consultabilità
Libera, come da regolamento dell'Archivio Storico. Alcuni incarti saranno consultabili solo dopo i 70 anni di decorrenza dalla data dei documenti.
lingua della documentazione
Portoghese, francese
stato di conservazione
Buono
fonti complementari
Fonti complementari interne
Si veda innanzitutto la corrispondenza di Antonio Rossi raccolta in due copialettere e tre faldoni (1928-1939) nella serie Servizio Estero, Dirigenti (SE,d).
Cospicue tracce della presenza di Rossi sono anche nella Segreteria degli Amministratori Delegati Facconi e Mattioli (AD 1 e AD2), nelle carte della Rappresentanza di Roma (RR) e nelle Carte personali di Massimiliano Majnoni d'Intignano (P-MAJ).
Fonti complementari esterne
Archivio Storico della Banca d'Italia.
bibliografia
Antonio Rossi è stato finora poco studiato.
Il testo più noto è il suo interrogatorio, svolto il 23 marzo 1946 presso la Commissione Economica del Ministero per la Costituente (Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 1946, vol. IV, Credito e Assicurazione, pp. 281-90).
Si vedano anche:
Laura CONTINI (a cura di), "Servizio Estero e Rete Estera", Milano, BCI, 1997, pp. 7-8.
Francesca PINO, introduzione a "Segreteria degli Amministratori Delegati Facconi e Mattioli (1926-1972)", Milano, BCI, 2000, pp. XXIV-XXV.
Riguardo ai suoi rapporti con la Resistenza si vedano:
Alfredo PIZZONI, "Alla guida del CLNAI. Memorie per i miei figli", Torino, Einaudi, 1993, p. 324.
Tommaso PIFFER, "Il banchiere della Resistenza. Alfredo Pizzoni, il protagonista cancellato della guerra di liberazione", Milano, Mondadori, 2005, p. 169.
Il testo più noto è il suo interrogatorio, svolto il 23 marzo 1946 presso la Commissione Economica del Ministero per la Costituente (Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 1946, vol. IV, Credito e Assicurazione, pp. 281-90).
Si vedano anche:
Laura CONTINI (a cura di), "Servizio Estero e Rete Estera", Milano, BCI, 1997, pp. 7-8.
Francesca PINO, introduzione a "Segreteria degli Amministratori Delegati Facconi e Mattioli (1926-1972)", Milano, BCI, 2000, pp. XXIV-XXV.
Riguardo ai suoi rapporti con la Resistenza si vedano:
Alfredo PIZZONI, "Alla guida del CLNAI. Memorie per i miei figli", Torino, Einaudi, 1993, p. 324.
Tommaso PIFFER, "Il banchiere della Resistenza. Alfredo Pizzoni, il protagonista cancellato della guerra di liberazione", Milano, Mondadori, 2005, p. 169.