Storie

Natale, fra tradizione e modernità

25 dicembre 2021

"Tanto si grida al Natale, che poi arriva", diceva François Villon, poeta francese della prima metà del 1400, inneggiando a quello che al tempo era un Natale di eccessi simili ai Saturnali dell'antica Roma.

Anche oggi si parla di un Natale fatto di eccessi, di consumismo, di perdita del senso intimo, familiare e religioso della festa, una sorta di Saturnale moderno che si svolge in quei nuovi templi che si chiamano centri commerciali e negozi.

Eppure il Natale è una festa antica, tradizionale, intima per certi versi, che è passata indenne attraverso i secoli mutando seguendo la cultura del tempo come fa un camaleonte cambiando colore rispetto all'ambiente nel quale si trova.

Per quanto si sia nella modernità, nell'era della tecnologia, della globalizzazione, dell'astrazione dei rapporti umani, il Natale, per essere tale, ha ancora bisogno delle sue tradizioni e delle sue rappresentazioni. Cosa c'è di meglio, quindi, di un viaggio nel passato attraverso le fotografie dell'Archivio storico, la grafica pubblicitaria e le pagine di uno tra gli house organ delle banche del Gruppo consultabili on line? Basta sfogliare qualche pagina ed è già Natale.