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Italia! Italia! Le Olimpiadi di Roma del 1960, e non solo, nell'Archivio Storico di Intesa Sanpaolo

23 luglio 2021 - 08 agosto 2021

La Roma olimpica è una città in fermento. La macchina dei giochi è già in moto da tempo: per selezionare e allenare gli atleti in vista delle gare, ma anche per formare una coscienza sportiva "moderna" nella società, sono state costruite diverse strutture in tutta Italia, sia di piccole che di grandi dimensioni. Sono 5338 gli atleti che soggiorneranno nel Villaggio Olimpico costruito per l'occasione, più tutti gli accompagnatori e i tecnici.

Per ospitare i giochi, nascono i due grandi stadi di calcio, l'Olimpico e il Flaminio, lo Stadio del Nuoto con la sua piscina decorata a mosaico, lo Stadio dei Marmi, il Palazzetto dello Sport e la Zona Sportiva di Acquacetosa. In quest'ultima area si sta costruendo anche il Circolo Sportivo dell'Istituto Mobiliare Italiano - IMI, un progetto su una superficie di 5300 mq destinato alla pratica sportiva dei dipendenti dell'Istituto. Affidato agli architetti Passarelli e Pediconi-Paniconi, vedrà la luce soltanto nel luglio del 1961, ma è figlio del grande evento olimpico.

Oltre al fatto sportivo, le Olimpiadi si riveleranno essere un grande evento mondano di livello internazionale e ciò appare chiaro già dalla cerimonia di inaugurazione che si tiene il 25 agosto sotto una pesante canicola.

Sugli spalti si possono scorgere i volti dei reali di Grecia e del Belgio, ma anche di Liz Taylor con il marito - il cantante Eddie Fischer - di Rock Hudson, di Elsa Maxwell, la regina mondiale del gossip amica di Maria Callas. Il Presidente del Comitato Organizzatore tiene il discorso di apertura al Foro Italico; Gianfranco Peris, vincitore dei campionati studenteschi di corsa campestre della provincia di Roma, accende il tripode; il discobolo olimpionico Adolfo Consolini legge il giuramento degli atleti. Sarà per lui l'ultima olimpiade, dopo la quale si ritirerà dalle competizioni.

Sui giornali impazza la cronaca sportiva, con inserti speciali e fotografie - l'Agenzia Publifoto faceva parte del pool fotografico ufficiale - ma ci sono anche le rubriche di carattere leggero come quella apparsa sul Corriere, "Olimpiadi Sorridenti", tenuta da Achille Campanile, umorista e critico televisivo che fa parlare con maccheronico linguaggio atleti e delegazioni di tutto il mondo. Non mancano poi articoli di costume sulle celebrità più o meno note, molto più spesso "nostrane", che rievocano in Roma momenti da "Dolce Vita", tra risse e paparazzi. Le agenzie fotografiche sono naturalmente attivissime per immortalare questo evento storico per il nostro Paese e anche l'Archivio Publifoto restituisce le immagini delle competizioni e dei campioni, ma anche quelle degli spalti e del pubblico.

Fra i personaggi che ricevono una certa attenzione dalla stampa c'è anche la prima medaglia d'oro olimpica italiana, Enrico Porro, "il ragazzo che abbatteva gli uomini", come viene ricordato nei giornali, classe 1885, che nel 1908 vinse alle Olimpiadi di Londra nella lotta greco romana, categoria pesi medi. Partecipò anche alle Olimpiadi di Anversa del 1920

Il Porro fu dal 1912 al 1936 un dipendente della Banca Commerciale Italiana e il suo fascicolo personale conservato nell'Archivio Storico di Intesa Sanpaolo è ricco di ricordi di quel trionfo: fotografie, ritagli di giornale, corrispondenza e note personali che ricordano la storica prestazione di un atleta straordinario.

In occasione delle Olimpiadi di Roma, Porro ricevette da uno degli sponsor della manifestazione, "una società italo americana produttrice di rasoi e lame da barba" il regalo che coronava il sogno di una vita: un viaggio in Grecia, che l'anziano campione compì nel novembre 1960, in compagnia nientemeno che di Livio Berruti.

Porro era entrato in Banca il primo gennaio 1912 come "capo elettricista" e andò in quiescenza dal 1° marzo 1936. Nei momenti più difficili della sua vita, la Banca non dimenticò il debito di riconoscenza che il Paese gli doveva, supportandolo in moltissime occasioni; nel dicembre 1967, trentuno anni dopo il pensionamento del suo dipendente, la Comit concesse alla vedova 50.000 lire per sostenere le spese delle onoranze funebri.

Ma torniamo alle gare. Arrivano le prime medaglie d'oro con la squadra ciclistica nella 100km a cronometro su strada e le imprese di un altro ciclista, Sante Gaiardoni nella velocità. Il pugile Nino Benvenuti vince l'oro nei pesi Welter e la Coppa Val Barker per il migliore stile e qualità tecniche, anche per la squadra maschile di spada con Edoardo Mangiarotti sarà oro, il futuro scrittore Luciano De Crescenzo è tra i cronometristi dell'atletica che vedrà Livio Berruti vincere nei 200 metri piani davanti agli atleti americani, ritenuti di fatto imbattibili. Il paese inizia ad esultare: qualcosa sta cambiando grazie a questi giochi, che nella semplicità di un volo di colombe e dello scampanìo delle chiese di Roma intera all'inaugurazione, lasciano intravedere una nuova voglia di vivere e nuove potenzialità per l'Italia che conquisterà 13 ori, 10 argenti e 13 bronzi

Olimpiadi, che termineranno l'11 settembre, con programmi di sviluppo della pratica sportiva, nuovi impianti, nuovi metodi di allenamento pensati sul modello di quello tedesco. Inizia un nuovo corso della storia, non solo sportiva, del paese Italia: iniziano i "Favolosi anni ‘60".