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2 giugno 1946: 80 anni fa nasceva la Repubblica Italiana

02 giugno 1946

Nel 1946 l'Italia si trova davanti a una scelta destinata a segnare il suo futuro. Dopo vent'anni di dittatura fascista e una guerra che ha lasciato ferite profonde, il Paese si risveglia attraversato da un'energia nuova, quasi febbrile. Nelle città, nei borghi, nelle piazze si respira un'aria diversa: la politica torna a essere parola viva, confronto, partecipazione. I muri si riempiono di manifesti, gli slogan si rincorrono, monarchici e repubblicani discutono, si scontrano, si interrogano. È un'Italia che ricomincia a parlare e soprattutto a immaginare.

Il 2 giugno 1946 diventa una data carica di attesa. Gli italiani sono chiamati a scegliere tra Monarchia e Repubblica. Non è solo un voto: è un passaggio decisivo di consapevolezza collettiva, un esercizio di democrazia fino ad allora sconosciuto a molti. La partecipazione è intensa, emotiva, quasi palpabile. Per timore di disordini, le autorità adottano misure rigorose: a Milano, ad esempio, viene sospesa la vendita di alcolici durante i giorni del voto e dello scrutinio.

Ma quel 2 giugno entra nella storia anche per una svolta altrettanto decisiva. Per la prima volta, le donne italiane votano in una consultazione politica nazionale. Milioni di cittadine, fino ad allora escluse dalla vita pubblica, si presentano ai seggi con un senso di responsabilità e di emozione che attraversa intere generazioni. Le file ordinate davanti alle urne diventano l'immagine concreta di un diritto conquistato, di una cittadinanza finalmente piena.

Alle elezioni per l'Assemblea Costituente vengono elette ventuno donne. 21 su 556 membri: una presenza importante, ma chiaramente minoritaria. Le Madri Costituenti devono conquistarsi spazio e ascolto in un ambiente ancora profondamente dominato dagli uomini. Da quella posizione difficile, provano comunque a incidere: portano al centro del dibattito i diritti del lavoro, l'uguaglianza giuridica, la dignità sociale. Non ribaltano gli equilibri, ma contribuiscono a orientare la nuova Costituzione verso principi più inclusivi e moderni. Il 1946 non è un punto di arrivo dunque: è l'inizio di un percorso ancora lungo verso la reale parità di genere.

Intanto, nelle ore successive alla chiusura delle urne, il Paese resta sospeso. Lo scrutinio procede lentamente, tra tensioni e notizie contraddittorie. Repubblica e Monarchia appaiono a lungo in bilico, in un alternarsi snervante di risultati provvisori. Solo il 10 giugno 1946 la Corte di Cassazione proclama la vittoria della Repubblica.

Ma quella data porta con sé un significato ancora più profondo. Il 10 giugno, fino ad allora, evocava alcuni dei momenti più bui della storia nazionale: l'assassinio di Giacomo Matteotti nel 1924 e l'annuncio dell'ingresso in guerra nel 1940. Ventidue anni dopo il primo e sei anni dopo il secondo, il calendario si capovolge: lo stesso giorno diventa simbolo di rinascita. L'Italia sceglie di essere libera e democratica. Le piazze si riempiono, i giornali raccontano, la storia cambia direzione.

Accanto all'entusiasmo politico, però, resta la durezza della realtà. Il Paese deve fare i conti con povertà e disoccupazione. Mentre l'Assemblea Costituente lavora alla nuova Carta, migliaia di italiani sono costretti a partire: l'emigrazione diventa, per molti, l'unica possibilità. Quei viaggi, spesso dolorosi, si trasformano anche in una risorsa: le rimesse degli emigrati contribuiranno in modo decisivo alla ricostruzione economica.

In questo contesto difficile, alcune istituzioni scelgono di assumere un ruolo attivo. La Cariplo, ad esempio, istituisce il Fondo per la Repubblica, destinato a sostenere e formare i lavoratori diretti all'estero. Non si tratta solo di insegnare un mestiere, ma di preparare le persone a un nuovo mondo: lingua, abitudini, norme di convivenza. Un modo per rendere meno traumatico il distacco e più consapevole l'inizio di una nuova vita.

La nascita della Repubblica italiana non è soltanto un passaggio istituzionale. È il risultato di un intreccio profondo di partecipazione, sacrificio e speranza. È la storia di un Paese che, dopo aver attraversato il buio, ritrova la forza di scegliere e di costruire il proprio futuro.

In occasione dell'80° anniversario del referendum che ha dato origine alla Repubblica italiana, abbiamo restaurato, catalogato, digitalizzato e pubblicato on line i 21 servizi fotografici realizzati dall'agenzia Publifoto tra maggio e giugno 1946. Si tratta di 180 fotografie in cui sono documentati gli avvenimenti di cronaca collegati al referendum istituzionale "monarchia-repubblica" che decretò la nascita della Repubblica italiana: la propaganda elettorale, i comizi, le manifestazioni, le dimostrazioni anti-monarchiche, la distribuzione delle schede elettorali, le votazioni, gli scrutini e i festeggiamenti spontanei e istituzionali per il risultato conquistato.

Con l'occasione, abbiamo anche pubblicato le schede di 160 fotografie relative alle elezioni amministrative della primavera del 1946, le prime elezioni in Italia a suffragio universale.