Soggetto Produttore

Credito industriale sardo

  • tipologia
    • ente
  • forma/e autorizzata/e del nome
    • Credito industriale sardo 1953-2014
  • date di esistenza
    • 11 aprile 1953 - 10 novembre 2014
  • storia
    • Il Credito Industriale Sardo (CIS) nasce come ente di credito di diritto pubblico con la legge sullo "Sviluppo dell'attività creditizia nel campo industriale nell'Italia meridionale ed insulare" (legge n. 298 dell'11 aprile 1953). La legge 298/1953 completa un processo di riforma del sistema creditizio in Italia meridionale che si sviluppa nell'arco di più anni. Nel 1947 viene emanato il primo di una serie di provvedimenti che favoriscono la costituzione, presso le banche attive nel Mezzogiorno, delle Sezioni di credito industriale. Tra gli istituti interessati da questo processo vi è il Banco di Sardegna che, se pure assume il nome e diventa operativo in questi stessi anni, in realtà affonda le sue radici nel XVII e XVIII secolo con l'attività creditizia dei monti frumentari e nummari. Nel 1949 la costituzione, all'interno del Banco, della Sezione speciale autonoma per il credito industriale (affidata, nel giugno 1950, a Narcisio Bardi, già direttore del Banco di Sicilia) pone le basi di quello che diventerà il CIS. E, infatti, sarà la citata legge del 1953 a disporre il riordino degli istituti di credito speciale operativi nel sud Italia: a fianco ai già esistenti ISvEIMer - Istituto per lo Sviluppo Economico dell'Italia Meridionale e IRFIS - Istituto Regionale per il Finanziamento alle medie e piccole Industrie in Sicilia, viene creato il nuovo Banco di Sardegna nel quale viene fatto confluire l'ICAS (Istituto di Credito Agrario della Sardegna) e si dà vita al Credito Industriale Sardo.
      Al momento della costituzione, il Credito Industriale può contare su un fondo di dotazione iniziale di 600 milioni di lire: Cassa del Mezzogiorno (40%), Regione autonoma della Sardegna (35%), Banca Popolare di Sassari (5%) e Banco di Sardegna (20%) che interviene conferendo il fondo della propria Sezione autonoma di credito industriale. Il legame tra i due istituti bancari trova puntuale rappresentazione nelle carte dell'archivio: la prima serie dei verbali degli organi di governo (datati 1949-1955) è infatti intestata Banco di Sardegna e gli atti che contengono testimoniano il ruolo avuto in questa fase da Antonio Salaris, allora presidente del Banco.
      Il 31 gennaio 1955 viene approvato lo Statuto, in cui sono sottolineate le finalità del CIS: l'esercizio del credito a medio termine a favore delle piccole e medie imprese industriali e artigianali, con l'obiettivo di portare a valore risorse economiche e possibilità di lavoro in Sardegna.
      Il 16 febbraio 1956 si riuniscono il primo Consiglio di amministrazione e la prima Assemblea dei partecipanti al fondo di dotazione. A presiedere il primo Consiglio è chiamato Luigi Crespellani (presidente negli anni 1956-1958); lo affianca, nel ruolo di direttore generale, il commendatore Francesco Rocchi (proveniente dalla Comit, dove aveva concluso la carriera andando in pensione il 31 gennaio 1952 come direttore della filiale di Napoli).
      Il maggior decennio di sviluppo e impegno del CIS è compreso tra il 1962 e il 1973, gli anni del "Piano di rinascita economica e sociale della Sardegna" (Legge Regionale 11 giugno 1962, n. 588). Alla guida dell'Istituto è per tutto il periodo il presidente Raffaele Garzia (1959-1973), uno degli uomini che più segneranno la storia della Sardegna dal dopoguerra fino alla morte avvenuta nel 2010 ricoprendo incarichi sia in Parlamento sia nei maggiori enti sardi.
      Gli succede nel 1973 Efisio Corrias, uomo che veniva da esperienze autonomiste e che era stato presidente della Regione Sardegna negli anni dal 1958 al 1966. Sotto la sua guida, il CIS si trova a gestire le erogazioni legate al secondo "Piano straordinario per la rinascita della Sardegna" (Legge 24 giugno 1974 n. 268), con il quale vengono stanziati 600 miliardi da spendere in dieci anni per un programma di sviluppo basato sul riassetto del settore agricolo e pastorale e sulla promozione della piccola e media impresa.
      Dopo sei anni di presidenza Corrias, nel 1980 viene nominato presidente del CIS Paolo Savona che, cagliaritano di origine, era personalità di rilievo nazionale e internazionale. Savona operò un riassetto organizzativo del CIS per adeguare la banca all'evoluzione dei mercati finanziari.
      Sotto la sua presidenza si preparò il trasferimento dell'istituto dalla sede storica di corso Vittorio Emanuele II 52 al nuovo complesso di viale Bonaria progettato da Renzo Piano.
      Il 1992 è l'anno in cui il Credito Industriale Sardo modifica radicalmente la sua fisionomia: seguendo il dettato della Legge Amato (Legge 218/90) l'Assemblea dei partecipanti al fondo di dotazione del 28 febbraio approva il progetto di ristrutturazione che comporta la trasformazione del CIS da ente di diritto pubblico a società per azioni. La decisione viene ratificata dal Ministero del Tesoro il 7 aprile 1992. Tre anni dopo, il 2 maggio 1995, l'istituto cambia nome Banca CIS SpA.
      Nel maggio 2000, con la cessione al Mediocredito lombardo della quota di maggioranza detenuta dal Ministero del Tesoro, Banca CIS entra a far parte del gruppo Intesa e attraverso questa via del gruppo Intesa Sanpaolo (nato il 1° gennaio 2007). Nel febbraio 2009, l'integrazione delle reti regionali che facevano capo a ex Banca Intesa e San Paolo IMI con le filiali di Banca CIS è segnata dal cambiamento di denominazione in BCS - Banca di Credito Sardo che resta operativa fino alla fusione per incorporazione nella capogruppo Intesa Sanpaolo SpA, decisa il 10 novembre 2014, che sancisce la cancellazione dall'Albo delle Banche di Banca d'Italia.

  • luoghi
    • ITA, Cagliari (Cagliari), corso Vittorio Emanuele II, 52 (Sede del Credito industriale sardo)
    • ITA, Cagliari (Cagliari), viale Bonaria - Palazzo CIS (Sede del Credito industriale sardo)
  • funzioni, occupazioni e attività
    • Il CIS viene istituito nel 1953 con la primaria funzione di gestire i fondi legati a iniziative del governo centrale, attuate attraverso la Cassa del Mezzogiorno, oppure a piani della Regione a statuto speciale promossi per sostenere la "rinascita economica e sociale" dell'isola attraverso l'erogazione di finanziamenti agevolati e di contributi a fondo perduto.
      Come indicato nello statuto del 1955, i mezzi per l'esercizio dell'attività erano rappresentati dal fondo iniziale di dotazione, da un fondo speciale alimentato dalla Cassa del Mezzogiorno e da obbligazioni e buoni fruttiferi, nominativi e al portatore, emessi dallo stesso Istituto di credito. La legge istitutiva, che vietava la raccolta del risparmio sotto qualsiasi forma, permetteva tuttavia al CIS di condurre un ampio ventaglio di operazioni: concessione di mutui e aperture di credito assistite da garanzie mobiliari e immobiliari; sovvenzioni e sconti cambiari; sconti o anticipazioni su annualità dovute dallo Stato, dalla Regione, dalle Province, dai Comuni, dai consorzi e da altri enti pubblici; sottoscrizione di titoli obbligazionari all'atto della loro emissione; riporti e anticipazioni su titoli di Stato, obbligazioni, nonché sconti di buoni ordinari del Tesoro.
      Negli anni Cinquanta, l'obiettivo della politica di contributi del CIS è favorire l'ampliamento e il rinnovamento dell'economia isolana in continuità con la sua fisionomia tradizionale. Il panorama economico dell'isola era dominato dalla presenza di imprese di medie e soprattutto piccole dimensioni e da una bassa percentuale di occupati nel settore industriale. Si tratta per lo più di ditte la cui ragione sociale vede rappresentate società di fatto, cooperative e aziende a conduzione familiare operanti su tutto l'arco manifatturiero, con un altissimo numero di unità locali, concentrate nel settore agroalimentare, nel vestiario, nel legno e nella meccanica. Quello che invece fino alla prima metà degli anni Cinquanta era stato il settore dominante, l'industria mineraria e estrattiva, inizia a manifestare i segni di una crisi che diventerà presto strutturale.
      All'inizio degli anni Sessanta si apre la stagione nazionale dei finanziamenti ai grandi poli di sviluppo industriale. La Sardegna viene scelta come area verso cui orientare gli investimenti in campo chimico, petrolchimico e cartario. La costruzione di grandi impianti tecnicamente e finanziariamente integrati si avvalse dei contributi che la politica degli incentivi pubblici offriva alle imprese disposte a investire nelle aree di industrializzazione delle regioni meridionali e insulari, così da attrarre realtà produttive e operatori economici (SIR - Società Italiana Resine, Rumianca, Cartiere di Arbatax, Saras - Società Anonima Raffinerie Sarde sono alcuni dei casi più noti). In questo ambito il CIS è protagonista nel finanziamento del comprensorio minerario del Sulcis e per la creazione dei poli di Porto Torres, Cagliari, Arbatax, Sarroch.
      Dalla seconda metà degli anni Settanta, le scelte legate alle definizione delle principali linee di finanziamento tornano a privilegiare il sostegno alle imprese di piccole e medie dimensioni. Il CIS, nella gestione delle erogazioni, assume un ruolo più amministrativo che valutativo e analitico e, contemporaneamente, è impegnato a seguire le indicazioni della Banca d'Italia orientate a introdurre nel sistema bancario dinamiche più concorrenziali e a garantire migliori livelli di efficienza negli istituti di credito pubblico.
      Con la trasformazione in società per azioni (a seguito della Legge Amato, 218/90), nel 1992 il CIS cambia la propria mission. Sono rimossi i limiti territoriali alla possibilità di operare e viene concessa l'abilitazione all'esercizio del credito fondiario, agrario, edilizio e delle opere pubbliche. Nel 1993 l'attività si estende anche alla raccolta del risparmio, fino all'integrazione nel 2009 delle reti regionali di sportelli ex Banca Intesa e San Paolo IMI.

  • mandato, fonti normative
    • Legge 11 aprile 1953, n. 298 "Sviluppo dell'attività creditizia nel campo industriale nell'Italia meridionale ed insulare" - Legge costitutiva del CIS
      Legge 10 dicembre 1969, n. 970 "Conferimento agli Istituti speciali meridionali delle somme assegnate ai fondi di rotazione di cui alla legge 12 febbraio 1955, n. 38, e successive modificazioni"
      Legge Amato, 30 luglio 1990, n. 218 "Trasformazione delle banche pubbliche".

  • contesto culturale e sociale
    • Italia, Sardegna, Seconda metà del Novecento
  • condizione giuridica
    • ente di credito, assicurativo, previdenziale Istituto di credito speciale, di diritto pubblico (1953-1992)
    • ente di credito, assicurativo, previdenziale Società per Azioni (1992-2014)
  • relazioni gerarchiche (superiore)
    • Mediocredito Lombardo ora Mediocredito Italiano Partecipazione di controllo (2000 - 31 dicembre 2006)
    • Intesa Sanpaolo Fusione per incorporazione (14 novembre 2014)
  • relazioni cronologiche (predecessore)
    • Banco di Sardegna (1943-1953)
  • relazioni cronologiche (successore)
    • Banca CIS SpA (1992-2009)
    • BCS - Banca di Credito Sardo (2009-2014)
  • relazioni associative
    • Cassa del Mezzogiorno partecipazione al fondo di dotazione iniziale per il 40% (1953)
    • Regione autonoma della Sardegna partecipazione al fondo di dotazione iniziale per il 35% (1953)
    • Banca Popolare di Sassari partecipazione al fondo di dotazione iniziale per il 5% (1953)
    • Banco di Sardegna partecipazione al fondo di dotazione iniziale per il 20% (1953)
  • complessi archivistici prodotti
    • Carte della Presidenza e del Consiglio di Amministrazione Soggetto produttore
    • Carte delle funzioni di sede centrale Soggetto produttore
    • Pratiche di mutuo Soggetto produttore
  • fonti
    • Augusto CHERCHI, Francesca PINO, Memorie restituite. Le carte del Credito Industriale Sardo (1946-1992) all'Archivio di Stato di Cagliari, Torino, Intesa Sanpaolo, Collana Monografie n.8, 2016.
      Michele BAGELLA, Gli istituti di credito speciale e il mercato finanziario (1947-1962), Milano, Angeli, 1986.
      Cesare BISONI, Gli istituti di credito industriale, Milano, Franco Angeli, 1979.
      Antonio CONFALONIERI, Il credito industriale, Milano, Giuffré, 1960.
      Leandro CONTE, Giandomenico PILUSO, Gianni TONIOLO, Storia del Banco di Sardegna. Credito, istituzioni, sviluppo dal XVIII al XX secolo, Roma-Bari, Laterza, 1995.
      Credito Industriale Sardo (a cura di), Invito agli investimenti in Sardegna, Cagliari, Credito Industriale Sardo, 1969.
      Francesco GURRIERI (a cura di), Una piazza per Cagliari. Architetture per la nuova sede del Credito Industriale Sardo, Venezia, Marsilio, 1986.
      Antonio LENZA, Le istituzioni creditizie locali in Sardegna, Sassari, Delfino, 1995.
      Gianni LOY e Aldo PAVAN (a cura di), Risultati economici e relazioni industriali nel Credito Industriale Sardo, Cagliari, Centro Studi di Relazioni Industriali dell'Università di Cagliari, 1993.
      Luigi PIRASTU, Economia e società in Sardegna. Scritti e discorsi 1943-1981, Cagliari, EDES, 1989.
      Paolo SAVONA, Paolo Savona,  Credito Industriale Sardo, Cagliari, Trois, 1982.
      Paolo SAVONA (a cura di), Per un'altra Sardegna, Milano, Franco Angeli, 1984.
      Stefano SIGLIENTI, Stato ed iniziativa privata per lo sviluppo del Mezzogiorno e delle Isole, Palermo, Cepes, 1955.