Monti Riuniti di Credito su Pegno di Brescia

Il Monte di Pietà di Brescia (Monte Vecchio) venne costituito nel 1489 in seguito alla predicazione di S. Bernardino da Feltre e alla presenza in Brescia del francescano Michele da Aqui, che raccolse le prime offerte per costituirlo. Il Monte dispensava prestiti senza interessi e veniva sostenuto dai fondi del Comune, dalle offerte e dai singoli cittadini con sovvenzioni, legati, donazioni ed eredità. La sua attività fu circoscritta alle opere caritative e all'erogazione di prestiti di piccola entità per i soggetti più indigenti, ricoprendo sempre una funzione di rilievo nello sviluppo del sistema caritativo-assistenziale cittadino.
Per soddisfare un altro tipo di attività pignoratizia che contemplasse anche la concessione di prestiti con modici tassi d'interesse, nella seduta del Consiglio Generale della Città del 29 maggio 1553 venne deciso di istituire il cosiddetto Monte Nuovo.
Con il regio decreto del 3 aprile 1924, venne approvata la fusione - su proposta della locale Congregazione di Carità - tra il Monte Vecchio e il Monte Nuovo con la costituzione dei Monti Riuniti di Pietà di Brescia, dal 1938 Monti Riuniti di Credito su Pegno di Brescia, il cui scopo era di «far sovvenzioni in danaro sopra pegno di cose mobili, dietro corresponsione di determinate competenze, quanto più limitate possibili, nonché di sovvenire piccole somme a povere ed oneste persone della città e provincia, senza alcuna spesa ed affatto gratuitamente». Era inoltre autorizzato a concedere mutui ipotecari a privati, enti morali e comuni della provincia di Brescia, ad assumere esattorie, ad esplicare servizi di cassa per enti, a fornire servizi di deposito e custodia di oggetti preziosi, ad accettare depositi a risparmio ed a conto corrente.

In seguito alla fusione (2021) in Intesa Sanpaolo di UBI Unione Banche Italiane (in cui i Monti Riuniti di Credito su Pegno di Brescia erano confluiti in seguito a precedenti processi di fusione), l'archivio storico dei Monti è stato identificato, tutelato e le sue carte sono inventariate e disponibili per la pubblica fruizione.

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