Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde
EGELI (Ente di gestione e liquidazione immobiliare), 1938 - 1991
L'Egeli, acronimo di Ente di gestione e liquidazione immobiliare, nasce nel febbraio 1939 con il compito di incamerare, gestire ed eventualmente vendere i beni immobili e le aziende sottratti agli ebrei italiani a causa delle leggi razziali. A presiederlo viene nominato prima Demetrio Asinari di Bernezzo, poi, dopo la sua morte nel luglio 1939, Cesare Giovara, entrambi anche presidenti dell'Istituto bancario San Paolo di Torino. L'ente stabilisce a Roma la propria sede e si relaziona con le Intendenze di finanza che hanno il compito di raccogliere le pratiche di autodenuncia dei beni ebraici e stipula convenzioni con gli istituti di credito fondiario come proprio tramite sul territorio dando loro la gestione e la vendita degli immobili espropriati. In Lombardia questo compito viene svolto dal Credito fondiario della Cassa di risparmio delle provincie lombarde che costituisce un ufficio denominato Gestione espropri e poi Gestione aziendale Egeli.
Con l'entrata in guerra dell'Italia, l'Egeli acquista il compito di sequestrare i beni dei cittadini aventi nazionalità di paesi in guerra contro l'Italia sulla base della legge di guerra del 1938 e della sua successiva integrazione nel 1940, mentre aveva già esteso la propria attività alla confisca dei beni esattoriali cioè dei beni di coloro che avevano un debito relativo al pagamento delle tasse.
Dopo la nascita della Repubblica sociale italiana l'Egeli segue al nord le altre autorità fasciste e viene trasferito a San Pellegrino Terme: il senatore Pietro Lissia, nominato presidente, non entra mai in carica, mentre la direzione è affidata al commissario Leopoldo Pazzagli; nel marzo 1944 viene approvato un nuovo statuto che risponde alle cresciute spoliazioni di beni ebraici. Cambiano parzialmente anche alcuni istituti gestori, in particolare il Credito fondiario della Cariplo cede le province di Mantova alla Banca agricola mantovana e di Cremona alla Banca popolare di Cremona dove viene delegato agli Affari ebraici, per volontà del gerarca Farinacci, Francesco Rossi.
Dopo la guerra nel luglio 1945 l'AMG (Allied Military Government) nomina Enrico De Martino come commissario dell'Egeli per l'Alta Italia in sostituzione del compromesso Leopoldo Pazzagli. L'ente viene sciolto nel 1957 ma la liquidazione, affidata al Ministero del tesoro si protrae fino al 1997.
Il fondo archivistico conserva la documentazione relativa alle attività di esproprio, confisca e sequestro dei beni degli ebrei italiani e stranieri a causa delle leggi razziali e di quelli degli stranieri appartenenti a paesi in guerra contro l'Italia a causa della legge di guerra.
Si rimanda per una descrizione più approfondita alle singole serie.
Il Fondo Egeli venne trasferito alla fine degli anni Ottanta nell'Archivio di deposito di via della Chiusa a Milano, sede dell'Esattoria della Cassa di risparmio delle provincie lombarde, dove venne messo in sicurezza e destinato all'Archivio storico. Alla fine degli anni Novanta iniziò un primo, parziale intervento di riordino in occasione della consultazione da parte della Commissione Anselmi per le acquisizioni dei beni ebraici. L'attuale intervento di riordino e inventariazione da parte dell'archivista storica Carla Cioglia si è svolto tra il 2017 e il 2019.
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